Black list: aggiornati gli elenchi relativi all’indeducibilità dei costi ed alle CFC

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con comunicato stampa n. 77 del 1° aprile 2015, ha reso noto che sono stati firmati due decreti ministeriali che modificano le black list sulla “indeducibilità dei costi” e sulle “Controlled Foreign Companies (CFC)”, già emanate in attuazione rispettivamente degli articoli 110 e 167 del TUIR. I due decreti danno tempestiva attuazione alle disposizioni contenute nella Legge di stabilità 2015, che, per favorire l’attività economica e commerciale transfrontaliera delle nostre imprese, ha stabilito, all’art. 1, comma 678, che l’unico criterio rilevante ai fini della black list sulla “indeducibilità dei costi” relativi a transazioni effettuate con giurisdizioni estere sia la mancanza di un adeguato scambio di informazioni con l’Italia. È stato eliminato, quindi, il criterio relativo al livello adeguato di tassazione. In base a questo nuovo criterio, il decreto firmato riscrive la black list sulla “indeducibilità dei costi” mantenendo nell’elenco 46 Paesi e giurisdizioni. In materia di Controlled Foreign Companies (CFC) l’elaborazione della black list delle giurisdizioni estere è basata sui due criteri dello scambio di informazioni e dell’adeguato livello di tassazione delle imprese controllate estere (articolo 167 del testo unico delle imposte sui redditi). Le regole saranno operative dal periodo d’imposta 2015, quindi con effetti da UNICO 2016. Il Mef informa, infine, che, con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, ai sensi del comma 4 dell’articolo 167 del TUIR, verrà fornito un elenco dei regimi fiscali speciali che prevedono un livello di tassazione inferiore al 50% di quello previsto in Italia, anche se applicati da un Paese con regime di tassazione generale non inferiore al 50% di quello italiano.
Con un altro comunicato, sempre di ieri 1° aprile 2015, il Mef informa che Italia e Santa Sede hanno firmato una Convenzione in materia fiscale, che consentirà il pieno adempimento, con modalità semplificate, degli obblighi fiscali relativi alle attività finanziarie detenute presso enti che svolgono attività finanziaria nella Santa Sede da alcune persone fisiche e giuridiche fiscalmente residenti in Italia. Gli stessi soggetti potranno accedere ad una procedura di regolarizzazione delle stesse attività, con i medesimi effetti stabiliti dalla Legge n. 186/2014 (voluntary disclosure).
 
 

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