Cassazione 2017 sull’agevolazione della prima casa

«Ha diritto alla agevolazione per l'acquisto della prima casa il soggetto che, al momento dell'acquisto, è proprietario di un altro immobile utilizzato come studio professionale quando sia stato accatastato in A/10.». È questa la massima collegata all’Ordinanza del 17/11/2017 n. 27376 della Corte di Cassazione.

Con l’ordinanza la Cassazione ha confermato la decisione della CTR-Campania, rigettando così il ricorso presentato dall’Agenzia delle entrate che denunciava l’errata applicazione da parte del contribuente dell’agevolazione prevista per l’acquisto della prima casa quando il soggetto «…è già proprietario di immobile abitativo nel medesimo territorio comunale…», forte di quanto già sancito in passato dalla stessa Corte (Cass. n. 8350 del 2016 e n. 1264 del 2015).

Il contribuente, verso cui l’Agenzia aveva emesso un avviso di liquidazione, aveva acquistato un immobile indicato nel rogito come abitazione, ma in realtà adibito a studio, senza aver usufruito dei benefici per l’acquisto della prima casa; regolarmente chiesti e applicati per l’acquisto di un successivo immobile.

Il 17/11/2017, la Corte di Cassazione, mutando il suo precedente orientamento e rigettando la pretesa dell'Agenzia delle entrate, con l’ordinanza n. 27376 ha sancito che l’applicazione dell’ “agevolazione prima casa” è da subordinarsi:

  • all’acquisto di un’immobile, sito nel comune di residenza dell’acquirente, che quest’ultimo debba destinare a propria abitazione ovvero luogo in cui svolgere la propria attività;
  • alla non possidenza di un ulteriore immobile che, per le sue caratteristiche, sia idoneo ad esser destinato al medesimo uso;
  • alla dichiarazione di voler stabilire la residenza nel comune in cui è situato l’immobile.