Confidi con IRAP ordinaria al 3,9%

Con la Risoluzione n. 5/E del 19 gennaio 2015, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che ai Confidi si applica l’aliquota IRAP del 3,9% come per gli enti non commerciali, sebbene essi siano considerati enti creditizi. Per le Entrate, infatti, la sola sussistenza del requisito soggettivo dell’ente creditizio non basta a giustificare l’applicazione del regime proprio delle banche e degli altri soggetti finanziari, ai quali si applica l’aliquota IRAP maggiorata del 4,65%. I “consorzi di garanzia collettiva dei fidi”, nati per agevolare le imprese nell’accesso ai finanziamenti, svolgono una funzione di “ponte” tra realtà produttiva e istituti di credito. La disciplina che li riguarda è la stessa delle banche, il Testo unico bancario (Dlgs 385/1993), ma, ai fini IRAP, si applica quanto previsto dall’art. 13, comma 47, del D.L. n. 269/2003 (legge-quadro sul riordino delle norme in materia di Confidi), che ha stabilito che tali soggetti, comunque costituiti, devono determinare il valore della produzione netta, ai fini Irap, secondo le modalità descritte dall’articolo 10, comma 1, del Dlgs 446/1997, cioè quelle degli enti privati non commerciali, che calcolano la base imponibile Irap con il metodo retributivo applicandovi poi l’aliquota ordinaria del 3,9%.
 

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