Isopensione 2021: restano 7 gli anni di anticipo

In tema di isopensione (l' esodo anticipato a carico dei datori di lavoro, introdotto dalla Legge Fornero ) ieri l'inps è intervenuta con il messaggio 227 2021 a confermare la novità della recente legge di bilancio 2021  che ha prorogato fino al 2023 il periodo della prestazione di accompagnamento a pensione  elevato a sette anni, invece che 4.

 Pertanto, per le nuove decorrenze delle prestazioni , fino al 2023  il periodo massimo individuale di fruizione può essere elevato fino a 7 anni. Ultima decorrenza ammessa sarà il 1° dicembre 2023 con risoluzione del rapporto di lavoro il 30 novembre 2023). 

Ma rivediamo di seguito  per maggiore chiarezza  le principali  caratteristiche di questo istituto in materia previdenziale.

L'Isopensione è una forma di pensionamento anticipato con prestazione economica  a carico dei datori di lavoro aziende ( introdotta con l'articolo 4, comma 2, della legge 28 giugno 2012, n. 92),  che  permette alle aziende con  piu di 15 dipendenti, in media, di chiudere in anticipo il rapporto con i lavoratori cui manchino al massimo 4 anni all'età per la pensione per motivi di ricambio generazionale o  ridimensionamento del personale. 

Con la legge di bilancio 2018 il termine di 4 anni era stato portato a 7 , solo per il periodo 2018-2020.

L'azienda è tenuta a versare all'INPS sia le somme  per l'assegno sostitutivo della pensione che giunge al lavoratore ( assegno di esodo) tramite l'istituto, che per la contribuzione correlata. 

Viene così garantita la copertura per tutto il periodo fino al raggiungimento dell'età per la pensione di vecchiaia, che  non subisce variazioni negative dal punto di vista economico. 

L'accordo di esodo siglato con le rappresentanze sindacali deve essere anche autorizzato dall'INPS che valuta i requisiti contributivi del dipendente e i requisito dimensionale dell'azienda. 

E' richiesta anche una fidejussione per garantire la solvibilità dell'impegno finanziario verso il lavoratore . 

L'assegno di esodo è pari all'importo del trattamento pensionistico che spetterebbe al lavoratore dall'INPS sulla base alle regole vigenti. E' esclusa però la contribuzione figurativa correlata che il datore di lavoro corrisponde all'INPS. 

Ancora da sottolineare che l'isopensione:

  • non gode della perequazione automatica all'indice ISTAT, 
  • non spettano i trattamenti di famiglia (ANF), e 
  • non possono essere effettuate trattenute, ad esempio per riscatti e ricongiunzioni o per cessione del quinto .

I  principali riferimenti normativi in materia sono  i seguenti:

Legge 92/2012; 

Circolari Inps 119/2013; 63/2014; 90/2014; Messaggio Inps 1653/2014; Messaggio Inps 17768/2013; messaggio 1863/2020 ; messaggio 4771/2020 sulla regolarizzazione della contribuzione previdenziale.