Multinazionali del web, i lavori per definire la tassazione

Sulla tassazione delle multinazionali del Web, sono state formulate alcune proposte, tra cui quella del sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti. La sua proposta ridefinisce il concetto di stabile organizzazione di cui all’articolo 162 del Tuir, estendendo le norme del Tuir alle aziende estere aventi una «presenza digitale significativa» in Italia e prevedendo l’applicazione di una ritenuta del 25-30% alla fonte sulle transazioni online. In particolare, la ritenuta del 30% si applicherebbe ai redditi derivanti da transazioni online tra persone fisiche corrisposti a soggetti non residenti in Italia e relativi a pagamenti effettuati da soggetti residenti per l’acquisto di prodotti o servizi digitali presso un e-commerce provider estero, per l’utilizzazione di opere dell’ingegno, brevetti industriali, marchi d’impresa, ma anche per processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale commerciali e scientifico e licenze software. La ritenuta del 25% si applicherebbe, invece, sulle transazioni online effettuate tra persone giuridiche per l’acquisto di beni e servizi online. Il prelievo alla fonte viene effettuato nel momento in cui gli intermediari intervengono nella riscossione dei redditi e dei flussi finanziari e deve essere versato entro il sedicesimo giorno del mese successivo a quello del prelievo. La ritenuta non si applica nei confronti dei soggetti non residenti in Italia che hanno stabile organizzazione nel territorio italiano. In ogni caso, lo sforzo normativo sulla tassazione delle multinazionali del Web dovrebbe essere coordinata con i lavori Ocse sul tema, il cui completamento è previsto per settembre 2015.
 

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