Split payment: chiariti i soggetti esclusi

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato ieri la Circolare n. 1/E/2015 con cui fornisce chiarimenti circa l’ambito applicativo dello split payment, il nuovo meccanismo di pagamento dell’IVA da parte della Pubblica Amministrazione introdotto dalla Legge di stabilità 2015. Il meccanismo prevede che, dal 1° gennaio 2015, le pubbliche amministrazioni, in relazione agli acquisiti di beni e servizi effettuati nel territorio dello Stato, debbano pagare ai fornitori solo il corrispettivo, versando, invece, direttamente all’erario l’Iva, regolarmente addebitata in fattura. Come chiarisce il documento di prassi, sono esclusi dall’ambito di applicazione della disciplina le operazioni effettuate nei confronti degli enti previdenziali privati o privatizzati, delle aziende speciali e della generalità degli enti pubblici economici, che operano con un’organizzazione imprenditoriale di tipo privatistico, degli Ordini professionali, degli enti ed istituti di ricerca, delle Agenzie fiscali, delle Autorità amministrative indipendenti, delle Arpa, delle ACI provinciali, dell’Aran, dell’Agenzia per l’Italia digitale, dell’Inail e dell’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica. Tali enti pubblici non economici, autonomi rispetto alla struttura statale, perseguono infatti fini propri, ancorché di interesse generale.
 

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